
Prestiti a tasso variabile
Le soluzioni a tasso variabile prevedono un tasso di interesse che cambia in relazione ai diversi cambiamenti che occorrono nell'ambito del mercato. In questo caso particolare la banca calcola un tasso di interesse derivante da due indici specifici: l'Euribor e lo spread aggiunto dall'istituto bancario. L'Euribor è indicativo del costo del denaro per la banca; è un valore determinato dal mercato e che non può dunque essere sottoposto a qualsiasi tipo di modifiche da parte della banca o del richiedente il mutuo. Lo spread, invece, viene amministrato direttamente da parte dell'istituto mutuante e corrisponde sostanzialmente al suo margine di guadagno. Un mutuo a tasso variabile permette al richiedente il finanziamento di corrispondere all'inizio un tasso minore rispetto a quello associabile ad un mutuo a tasso fisso; risulta opportuno però tenere conto del fatto che il mutuatario deve sostenere la possibile variazione della rata di mutuo da versare (dipendentemente dall'andamento del mercato monetario). Volendo fare un esempio: con l'Euribor del 3, 25% e uno spread corrispondente a 1, 44% si avrà un tasso finale che corrisponde a 4, 69%. Una crescita dell'Euribor genererà un tasso di interesse finale superiore: nel caso in cui l'Euribor a 6 mesi raggiungesse quota 3, 42%, il tasso finale da pagare alla banca sarebbe pari a 4, 86% (3, 42% + 1, 44%).
